Archivio › Storia della trattativa

Strage di Via D’Amelio, 19 luglio 1992

La strage di Via D'Amelio

Alle 16:58 una Fiat 126 carica di Semtex esplode in Via D’Amelio a Palermo. Muoiono inceneriti il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta, Antonio Vullo, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Walter Cosina. Don Vito, appena saputa la notizia, chiama al telefono il figlio Massimo. Gli dice di venire immediatamente perché [...]

Ciancimino redige la seconda versione del Papello, 17 luglio 1992

Il Papello

In seguito all’insistenza di Provenzano, don Vito decide di mettere mano al papello. L’idea è quella di riscriverne una versione più ammorbidita: una serie di contro-richieste indirizzate espressamente a Nicola Mancino, Virginio Rognoni e al Guardasigilli Claudio Martelli. E’ l’ultimo tentativo di far ragionare Riina. Don Vito infatti cancella alcune richieste del papello originale (come [...]

Provenzano viene informato dell’interruzione della trattativa, 14 luglio 1992

Bernardo Provenzano

Provenzano viene immediatamente informato da don Vito dell’interruzione della trattativa. Inizia un lavorio frenetico per tentare di riallacciare i contatti con i Carabinieri. Provenzano è convinto che si possa ancora fare uno sforzo per venire incontro alle richieste del Ros. Tenta di convincere don Vito a non desistere nella trattativa. Fonte: 19 luglio 1992

La trattativa si interrompe, 13 luglio 1992

Il giorno seguente, don Vito torna a Roma insieme con Massimo. Dà subito disposizione al figlio di contattare il capitano De Donno. Si organizza un altro incontro. E’ il terzo in ordine cronologico con il colonnello Mori (il quarto con De Donno). Don Vito mostra loro il papello redatto da Riina. I Carabinieri ritengono le [...]

Nuovo incontro di Don Vito e Provenzano, 12 luglio 1992

Ciancimino

Dopo la visita al Cimitero dei Cappuccini alle ore 14:00 per il compleanno del padre, come concordato tramite pizzino don Vito incontra Provenzano nei pressi di Via Pacinotti, all’interno del negozio Mazzara. Chiede a Provenzano di fare un sforzo di mediazione e di convincere Riina ad ammorbidire le richieste impresentabili del papello. I due stabiliscono [...]

Vito Ciancimino incontra il Signor Franco, per parlare del “papello”, luglio 1992

Claudio Martelli

Don Vito convoca il signor Franco a casa sua e gli consegna il papello ricevuto da Riina. Vuole avere una sua opinione in merito. Non solo. Don Vito rivela a Franco che, per tutelarsi, d’ora in poi vorrebbe registrare le sue conversazioni con Mori e De Donno. Avrebbe messo un registratore nella borsettina gialla che [...]

Borsellino incontra a Roma Contrada, Parisi e Mancino, 1 luglio 1992

Nicola Mancino

Massimo torna a Roma e consegna al padre il papello. Don Vito lo apre in camera da letto con la solita precauzione dei guanti per non rischiare di lasciare impronte digitali. Lo legge e dà disposizione al figlio di contattare immediatamente sia il signor Franco che il capitano De Donno per avere degli appuntamenti separati. [...]

Borsellino incontra Mori e De Donno, 25 giugno 1992

Mario Mori

Mori e De Donno incontrano Paolo Borsellino, in gran segreto, nella caserma di Carini. Ufficialmente, secondo quanto dichiarato più volte dagli stessi Mori e De Donno, si parla del dossier mafia-appalti che Borsellino sarebbe intenzionato a riprendere in mano. Spiega Mori: “In quei giorni ebbi ripetuti contatti telefonici col dottor Borsellino, che conoscevo da tempo, [...]

Nicola Mancino diventa ministro degli Interni, 25 giugno 1992

Nicola Mancino

Si insedia il nuovo governo Amato. Alla Difesa, Salvo Andò (PSI) subentra a Virginio Rognoni (DC). Vincenzo Scotti (DC), ex-Interni, viene spostato momentaneamente agli Esteri. Gli subentra Nicola Mancino (DC), colui che era stato indicato da Franco come la persona che sapeva della trattativa insieme al ministro Rognoni. Don Vito ne è certo: percepisce in [...]

Paolo Borsellino partecipa a un incontro pubblico a Palermo, 25 giugno 1992

Paolo-Borsellino

Queste le parole di Borsellino: “In questo momento, oltre che magistrato, io sono testimone. Sono testimone perché, avendo vissuto a lungo la mia esperienza di lavoro accanto a Giovanni Falcone, prima di parlare in pubblico anche delle opinioni, anche delle convinzioni che io mi sono fatte raccogliendo tali confidenze, questi elementi che io porto dentro [...]